martedì 27 maggio 2014

Comunicazione importante




Ennesimo rinvio per la prima udienza sul riconoscimento del lavoro di cura del familiare caregiver presso il tribunale di Milano. La causa si svolgerà Martedì 15 Luglio alle ore 10.30  il Tribunale di Milano - Sezione Lavoro - Via Pace, 10.

Si informa inoltre che è stata depositata presso il Tribunale di Palermo istanza per anticipare la data della prima udienza in modo di discutere il ricorso in tempi paralleli alle analoghe cause pendenti.

martedì 20 maggio 2014

IMPORTANTE


E' arrivata la comunicazione che la prima udienza per i diritti del family Caregiver, fissata a Milano il 27 Maggio è stata rimandata al 10 Giugno 2014 a causa dell'indisponibilità degli avvocati dell'INPS.
La notizia ci lascia interdetti considerando il calibro della controparte, che dispone di una schiera di legali inviati persino  a "prendere appunti" durante la conferenza stampa del 1 febbraio...
L'esercito dei familiari caregiver attenderà con pazienza martedì 10 Giugno e sarà presente all'udienza che è aperta al pubblico. 
Siete tutti invitati a presenziare!

domenica 18 maggio 2014

L'unica nazione in Europa

Questo è un esempio fra tanti di come sono trattati i familiari caregiver in Italia. 
Voglio dedicare il video della signora Donatella e di suo figlio alle prossime elezioni Europee: ricordando che l'italia è l'UNICO paese Europeo che non ha alcuna legge che riconosce i diritti umani dei familiari che prestano lavoro di cura ai propri cari con disabilità. 
L'unica nazione in Europa nella quale ancora vige la condizione di schiavitù.

video

Nota Bene: la signora è seguita da anni dai servizi sociali che sono perfettamente a conoscenza della sua condizione MA malgrado questo non ha alcun tipo di sostegno. Nessuno. Questo succede anche perché, per la legislazione italiana, non è in alcun modo presa in considerazione ne' il diritto alla salute ne' il diritto al riposo del familiare caregiver.
Un ottimo articolo in merito: Redattore Sociale

Agosto 2014: la situazione di Ciro e del suo caregver familiare Donatella si è risolta  con una donazione di un imprenditore locale che ha investito nell'abbattimento delle barriere architettoniche. Ne sono felice soprattutto per la salute di Donatella ma resta la grande amarezza nel costatare, ancora una volta, che in Italia non esiste alcuna difesa per i diritti umani dei cittadini più esposti. Anzi: questi cittadini non esistono.





giovedì 15 maggio 2014

L'importanza economica dei familiari caregiver per la Romania

Appena 24 anni fa la Romania usciva dal regime di Ceausescu per diventare una repubblica democratica: la povertà estrema e l'isolamento patito durante il regime non  hanno impedito, però, la maturazione di una cultura orientata verso i diritti umani che ha prodotto l'obbligo di includere la tutela ed i bisogni delle persone con disabilità e le loro famiglie in tutte  le politiche, strategie e programmi di governo (art.9 L448/06), iniziando con un massiccio investimento  verso la deistituzionalizzazione. 


Durante il regime comunista, infatti,  l'unica risposta statale a qualsiasi forma di disagio era rappresentata dall'istituzionalizzazione: il triste primato mondiale dell'abbandono minorile, in particolare dei minori con disabilità (un quinto dei quali viene ancor oggi abbandonato dai genitori rumeni), ha indotto  lo Stato Rumeno ad un massiccio investimento di strategie che hanno posto la famiglia in un ruolo centrale divenendo il fulcro delle politiche minorili e più in generale di qualsiasi forma di disagio. 
Con la trasformazione in uno Stato democratico  le strutture istituzionalizzanti sono state in gran parte chiuse e/o trasformate in comunità educative di tipo familiare: l'educazione delle persone con disabilità rappresenta ancora adesso uno degli elementi più critici considerando che solo le disabilità medio lievi riescono ad essere integrate nelle scuole comuni, mentre tra le disabilità più gravi solo chi proviene da famiglie benestanti può permettersi una scuola speciale. 
Di fatto, però, la situazione rumena incarna in maniera più che evidente i motivi per la quale per in ogni nazione conviene investire sulla famiglia più che sull'istituzionalizzazione. 
Tutti noi ricordiamo ancora le condizioni disumane, che vennero alla luce dopo la caduta del regime dittatoriale, nella quale erano lasciate le persone istituzionalizzate: eppure lo Stato Rumeno impiegava nella residenzialità ingenti capitali senza riuscire a sostenere l'assistenza di tante fragilità sociali ma anzi acuendole proprio attraverso l'istituzionalizzazione. 
Il percorso verso la civiltà ed il rispetto dei diritti umani è coinciso con la volontà di adottare ed incentivare massicciamente l'istituzione familiare: quindi famiglie adottive e diverse strategie di supporto anche alle famiglie allargate e, sin da subito, una adeguata tutela di chi compie un lavoro di cura sia formale che informale.  
Non è un caso, infatti, che per  garantire la qualità e la quantità dell'assistenza in maniera economicamente sostenibile si sia prodotta una massiccia incentivazione all'adozione nazionale (quella internazionale è da alcuni anni proibita) supportata da un adeguata legislazione di tutela del lavoro di chi opera con bambini e persone con disabiltà. 
La legge 427/01  sulle condizioni di lavoro degli assistenti personali estende le tutele anche ai famigliari della persona con disabilità. Quindi  i parenti fino al 4° grado possono svolgere il lavoro contrattualizzato di assistente personale per non più di 40 ore settimanali, attraverso un progetto assistenziale concordato con i servizi sociali. 

La nota rilevante è  il fatto che, con la legge 448/06 sulla “Tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità”, il ruolo ed i diritti dei familiari caregiver sono stati ulteriormente chiariti senza lasciar dubbi  sul  rispetto di orari, obblighi di riposo, contributi previdenziali ecc ma anche puntualizzando che: “Durante il congedo (per ferie o malattia ) per l'assistente personale, il datore di lavoro deve fornire una persona sostitutiva per l'assistenza. Se il datore di lavoro non può fornire un sostituto per assistente personale,  è concesso un assegno alla persona con disabilità grave ai sensi dell'art. 37 cpv. o la possibilità di essere ospitato in un centro di tregua."
Forse sarebbe il caso di sottoporre questa legge ai vari politici regionali italiani che fingono di riconoscere e tutelare i caregiver familiari, in maniera discriminate solo per alcune condizioni patologiche, attraverso un mero obolo economico che non riespetta alcuno dei diritti non solo umani ma lavorativi di questi cittadini importantissimi per il ruolo che hanno nella collettività.



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